via Lavezzola 128/1 , Ferrara
+39 3333134516

Fare silenzio mentale – parte 2

Fare silenzio mentale – parte 2

Silenzio mentale

Silenzio mentale?

Non sono d’accordo con questa affermazione perché ritengo che la mente non possa essere taciuta, altrimenti verrebbe meno il compito di processare costantemente informazioni. La mente ci aiuta in ogni singola azione, senza questo supporto saremmo privi di qualsiasi ragionamento, predizione e deduzione.

Il silenzio mentale diventa confuso, perché non sembra possibile bloccare questo processo inarrestabile. La tecnica che ho adottato, in effetti, non ostacola in alcun modo la mente, ma prende le distanze dal fragore del torrente mentale.

Prendiamo le distanze

Prendere le distanze dalla mente può sembrare innaturale, dato che viviamo in una società costruita e basata su di essa. Un primo passo verso questo metodo è percepirsi, o immaginarsi, osservatori del processo, catturando ogni singolo pensiero per guardarlo da vicino e lasciarlo andare successivamente. Quanto scritto risulta praticabile solo prendendo la giusta dose di distanza o, in altri termini, acquisendo consapevolezza di ogni singolo pensiero.

Il fragore di un torrente in piena impedisce alla nostra voce di essere udita. Nulla vieta di allontanarsi dalla riva guadagnando terreno, lasciando momentaneamente le sorti dell’acqua impetuosa a sé stessa. Il nostro unico compito è porci a debita distanza, finché il fragore non sarà solo che un brusio in lontananza.

Photo by Sergey Pesterev on Unsplash

Ora, lontani dal torrente, qualsiasi cosa diremo potrà essere udita da chiunque, ma soprattuto da noi. Lentamente ci accorgeremo di avere una voce, però serve tempo per abituarsi all’ascolto e al silenzio inusuale che ci avvolge, prima sovrastato dal fragore mentale.

La mente non tace

Come assodato in precedenza, è impossibile far tacere la voce di un torrente in piena. Essere il silenzio piuttosto che essere la mente richiede tanta pratica; la consapevolezza si costruisce minuto per minuto, è un lavoro costante atto alla riconquista del proprio sapere e della calma perduta.

Le difficoltà più comuni per essere silenzio sono i pensieri, i ricordi e tutti gli oggetti volanti che sfrecciano nella testa senza sosta. Come primo passo è necessario affrontare l’eventuale paura della perdita di controllo: prendere le distanze dalla mente, famigliarizzare con la mancanza del supporto mentale.

Photo by Danielle Rice on Unsplash

Il primo passo

Per compiere il primo passo serve essere consapevoli che si può fare, consci dell’esistenza delle gambe e dei piedi, allora prenderà forma l’idea del movimento. Come sempre la consapevolezza è alla base di ogni pratica, senza questo tassello fondamentale ogni sforzo sarà scarsamente ricompensato, portandoci infine a rivalutare i nostri metodi. Affrontare il silenzio mentale, cioè essere silenzio o prendere le distanze, richiede impegno per accorgersi di ciò che siamo, guadagnando l’abilità di non subire la vita ma di viverla, osservandola e comprendendola.

Link Correlati:

Fare Silenzio Mentale – Parte 1